Tu sei WhatsApp-dipendente?

Buon giorno amici,stamattina voglio fare un articolo un po’ diverso,innanzitutto vi voglio presentare un libro uscito da pochissimo e poi di una nuova iniziativa molto bella. Vi lascio al post e intanto vi auguro una buona giornata 🙂

So che ci sei

TRAMA

C’è qualcosa di peggio che essere tradita e mollata dal ragazzo con cui pensavi di passare tutta la vita. Ed è vederlo online su WhatsApp, per tutta la notte, e sapere che non sta scrivendo a te, non sta pensando a te, ma a qualcun altro.

È proprio quello che capita a Gioia al suo ritorno da Londra, dopo aver passato mesi facendo di tutto per tornare da Matteo, cantante di un gruppo rock che sembrava irraggiungibile e invece quattro anni prima era diventato il suo ragazzo. Peccato che ad aspettarla all’aereoporto, al posto di Matteo, ci sia il padre di Gioia, l’aria affranta e un foglio A4 tra le mani, con la magra e codarda spiegazione del ragazzo che non ha neanche avuto il coraggio di lasciarla guardandola negli occhi.

Dopo mesi di clausura, chili di gelato e un rapporto privilegiatissimo col suo piumone, però, Gioia si fa convincere a passare un weekend con le sue migliori amiche a Barcellona. Non c’è niente di meglio di un viaggio, qualche serata alcolica e un po’ di chiacchiere tra donne per riparare un cuore infranto.

Se poi a questo si aggiunge un incontro del tutto inaspettato con un uomo che pare spuntato direttamente dalla copertina di un magazine di successo, la possibilità di ricominciare pare ancora più vicina.

E, soprattutto, la consapevolezza che l’amore vero non ha bisogno di “ultimi accessi” di status o faccine sorridenti. È tutto da vivere, là fuori, a telefoni rigorosamente spenti.

Elisa Gioia

Nasce in provincia di Belluno nel 1984.
Diplomata in lingue, frequenta un corso di giornalismo dopo aver collaborato diversi anni con un giornale locale. Ama scrivere come valvola di sfogo, che sia un articolo, una storia, un tweet o uno stato su Facebook. Adora viaggiare, fare fotografie, fare vere e proprie maratone di telefilm, ma la sua più grande passione è New York.
So che ci sei, uscito come e-book original, ha avuto oltre 7.000 download e ottime recensioni da parte dei lettori.

Questo libro mi incuriosisce tantissimo,a voi?
Andiamo all’iniziativa 🙂

L’amore ai tempi di Whatsapp: questo uno dei temi al centro della brillante commedia romantica di Elisa Gioia: So che ci sei in uscita il 30 giugno.

A chi non è capitato di interrogare con un fremito di ansia Whatsapp e piombare nello sconforto alla scoperta che un messaggio consegnato e letto è caduto nel vuoto?

Questa e altre domande nel test che segue: scopri con noi il tuo grado di “dipendenza”!

Rispondi alle 7 domande che seguono: MAI, QUALCHE VOLTA, SEMPRE.

1) Attribuisci alle fatidiche parole “ultimo accesso alle ore…” un significato che sia in qualche modo legato a te? Tipo: “10 minuti fa! Mi ama!”

2) Quando lo (la) trovi online ti sembra che ti stia guardando negli occhi (o quantomeno che stia facendo la stessa cosa che stai facendo tu)?.

3) Se lui (lei) non accede da più di dodici ore, avverti un irresistibile impulso a consolarti con chili di gelato (o centinaia di euro di vestiti)?

4) Se accede a improbabili orari notturni pensi “con chi si scrive nel cuore della notte”? O anche “si è svegliato nel cuore della notte e ha pensato a me”?

5) Avverti quell’inconfondibile sensazione di farfalle nella pancia (o calabroni nel cuore, come dicono in Germania) vedendo apparire la scritta “sta scrivendo”?

6) Vivi nel terrore che ti blocchi (e quando vedi una sola stanghetta per ore, chiami l’assistenza utenti)?

7) Sei in grado di non guardare WhatsApp per più di 24 ore?

 

Se hai risposto “sempre” a più di 4 domande: Complimenti, sei un WhatsApp-aholic. Controlli compulsivamente WhatsApp, anche quando nessuno ti ha scritto e tu non devi scrivere a nessuno. Attribuisci fantasiosi significati agli accessi altrui (a un accesso, in realtà) e ti senti incompresa quando le tue amiche fidanzatissime (il cui ultimo accesso risale a tre giorni fa e comunque non ha alcun significato) ti guardano come fossi un marziano. E nulla ti irrita di più di una doppia stanghetta blu che rimane senza risposta.
Come operazione detox il meglio che puoi fare è rendere invisibile l’accesso, tuo e, ahimé, degli altri (ti avverto, è durissima!)

Se hai risposto “mai” a più di 4 domande: Complimenti, sei una WhatsApp-free. La tua vita sociale e sentimentale è una favola! Probabilmente stai già con la persona con cui vorresti stare e quando le scrivi sai con certezza che ti risponderà. Le parole “ultimo accesso alle ore” ti fanno pensare a un computer, un badge o a qualcosa di cui parla sempre quella fulminata della tua amica.
Nessun consiglio da darti, ma un avvertimento: ci cadrai anche tu prima o poi. Tranquilla (o) passa subito (un paio d’anni e ne sarai fuori).

Se hai risposto “qualche volta” a più di 4 domande: Complimenti, sei una WhatsApp-rehab. Sei riuscita nell’ardua impresa della disintossicazione da WhatsApp. Non sei completamente fuori ma certi giorni passano quasi indenni al controllo degli accessi.
Un consiglio: non arrenderti mai! Una domanda: come hai fatto??

L’ho appena fatto e a me e’ uscito “Qualche volta” e a voi? Fatemi sapere sono curiosaaaaaaaaa 🙂

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8 pensieri su “Tu sei WhatsApp-dipendente?

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